Orti urbani nella provincia di Roma: un uso più sostenibile del suolo cittadino

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Data

22 Agosto 2017

Categoria

News

Regolamento per gli orti urbani ed i giardini condivisi

Orti Urbani

Dopo un lungo percorso durato due anni, nel 2015 è stato varato il nuovo regolamento sugli orti urbani nella provincia di Roma.
In base a tale regolamento, le aree destinate agli orti urbani e ai giardini condivisi saranno affidate ad associazioni o ad appositi gruppi istituiti tramite il comodato d’uso.
Gli affidatari provvederanno poi alla suddivisione degli appezzamenti in lotti di massimo 60 metri quadri e alla successiva assegnazione ai cittadini che ne faranno apposita richiesta.

 

 

 

Destinatari e requisiti per diventare ortisti

 

 

Orto Urbano

L’assegnazione di terreni in comodato d’uso gratuito deve favorire in particolar modo le categorie in difficoltà.
I cittadini potranno accedere, previa presentazione e accettazione della domanda, alla cura dei piccoli lotti di terreno al fine di soddisfare esigenze di autoconsumo attraverso i prodotti derivanti dal loro lavoro.
I requisiti per poter fare la domanda comprendono: essere residenti in uno dei Municipi di Roma Capitale; non essere proprietari e non avere la disponibilità a qualsiasi titolo di terreni coltivabili nell’area di Roma Capitale; non convivere con soggetti proprietari o che abbiano la disponibilità a qualsiasi titolo di terreni coltivabili nell’area di Roma Capitale.

Condizioni, vincoli contrattuali e durata del comodato

 

Tra le condizioni e vincoli contrattuali da rispettare, va sottolineato che il lotto deve essere coltivato direttamente dall’assegnatario e che l’assegnazione non può essere trasferita a terzi. Gli assegnatari del terreno dovranno provvedere alla cura del lotto loro affidato e dovranno assicurare coltivazioni BIO e OGM Free.

In base al regolamento è vietato: svolgere sul lotto attività non collegate alla coltivazione; tenere o allevare animali, con l’unica eccezione delle api, il cui allevamento va sottoposto ad apposita approvazione; abbandonare o lasciare incolto il lotto assegnato; impiegare pesticidi e concimi chimici; stoccare rifiuti e materiali inquinanti. La durata del comodato d’uso è fissata in 6 anni e può essere rinnovato una sola volta per lo stesso periodo di tempo.
Il provvedimento mira a favorire l’autoproduzione e l’agricoltura biologica e sostenibile anche all’interno degli spazi cittadini ed è anche una buona misura per combattere la crisi e per favorire le persone meno agiate.

 

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